Serie A: il pagellone di fine stagione

juve campione d'italia
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Il campionato di Serie A più atipico di sempre si è concluso nella serata di ieri con le ultime gare valevoli per la 38^ giornata. Tante sono state le sorprese nell’arco di questi quasi dodici mesi, ma a spuntarla alla fine è stata ancora una volta la Juventus, che ha conquistato il nono titolo consecutivo. Ripercorriamo l’intera stagione con le pagelle per ogni squadra.

VOTO 9

Atalanta: guai a chi osa definirla ancora “cenerentola”, perché la squadra di Gasperini è da anni salda tra le regine del nostro calcio. A certificarlo ci pensa il terzo posto finale, ottenuto per il secondo anno consecutivo. Ma per la Dea la stagione non è giunto al suo epilogo: c’è una Champions da giocarsi.

VOTO 8

Juventus: l’arrivo di Sarri doveva portare un’aria nuova: non più solo supremazia territoriale e dominio assoluto, ma anche un gioco innovativo volto alla spettacolarizzazione. Così non è stato, se non per brevi tratti, ma l’allenatore toscano è riuscito a dare continuità al lavoro fatto dai suoi predecessori, mettendo in bacheca l’ennesimo scudetto per i bianconeri e il primo per lui.

Lazio: fino all’ultima gara prima del lockdown, probabilmente, gli uomini di Inzaghi avrebbero meritato il massimo dei voti. Spirito di abnegazione, voglia di vincere e di non limitarsi a segnare pochi goal, tenuta difensiva e mentalità vincente hanno fatto dei biancocelesti una vera e propria corazzata, poi si è rotto qualcosa. Tra giugno e luglio la squadra si è sfaldata, perdendo alcuni pezzi per strada e dimostrando le fragilità che l’aveva contraddistinta nelle scorse annate, ma il raggiungimento della Champions League, che mancava da troppo tempo, non è di poco conto.

Sassuolo: la sorpresa più bella di questa edizione della Serie A, anche se De Zerbi aveva già fatto intravedere delle qualità non indifferenti. Idee di calcio visionarie e un gruppo plasmato a sua immagine e somiglianza sono stati gli ingredienti principali in grado di costruire una macchina (quasi) perfetta, posizionatasi appena dietro le sette big. Merita una menzione d’onore il tridente offensivo Boga-Caputo-Berardi, autore di 46 marcature.

VOTO 7.5

Verona: se non fosse stato per un finale di stagione leggermente sottotono, gli scaligeri avrebbero condiviso il trono di “miglior sorpresa” insieme ai neroverdi. Con un organico quasi del tutto rinnovato, Juric ha saputo inculcare nei suoi giocatori la mentalità battagliera, che ha permesso loro di giocarsi a viso aperto qualsiasi sfida.

VOTO 7

Inter: per buona parte del campionato, i nerazzurri sono stati i principali rivali della Vecchia Signora, grazie a Conte che voleva imporsi fin da subito come gli era capitato proprio con i bianconeri e successivamente con il Chelsea. Il secondo posto finale è il migliore risultato dell’ultimo decennio, ma tanti sono stati i punti lasciati per strada.

Bologna: la malattia di Mihajlovic ha sconvolto tutti in una calda giornata della scorsa estate. Questa notizia è stata un incentivo per i membri della rosa felsinea, che hanno saputo estrapolare il meglio da se stessi, disputando un’intera annata su livelli molto alti.

Parma: tenuta difensiva e ripartenze: questo è stato il leitmotiv del campionato dei ducali, autori di un’altra ottima annata, in cui l’obiettivo salvezza è stato anche, per un breve tempo, messo in discussione per puntare più in alto. Un merito ulteriore va dato a D’Aversa, in grado di valorizzare un talento cristallino come Kulusevski.

VOTO 6.5

Milan: Giampaolo doveva portare innovazione e avvenirismo, ma il feeling con l’ambiente non è mai sbocciato. Sollevato dall’incarico, sulla panchina rossonera si è seduto Pioli, artefice di un capolavoro, specie se si guardano le 12 gare giocate “in estiva”, dove il Diavolo ha chiuso da imbattuto, piazzandosi in sesta posizione. Un contributo importante è arrivato da Ibrahimovic, che, dicono, conosca il segreto per l’eterna giovinezza.

Roma: a Fonseca sono bastate poche settimane per imporre la propria idea di calcio in un torneo complicato come quello italiano, ma quello che gli è mancato è stata la continuità di risultati. I giallorossi hanno alternato periodi di strabiliante condizione a momenti di totale smarrimento.

Napoli: difficile immaginare un uomo d’esperienza come Ancelotti in grave difficoltà, e invece è successo. Una serie di pessime prestazione e l’ammutinamento nello spogliatoio hanno indotto De Laurentiis a sostituire Carletto con l’allievo Gattuso, che ha riconsegnato dignità e coesione a un ambiente disunito, portando la squadra al settimo posto e alla conquista della Coppa Italia.

Cagliari: in Sardegna tutti gli appassionati, per qualche mese, hanno sognato in grande, addirittura paragonando le gesta di Simeone e compagni a quelle di Riva e soci. Purtroppo un inaspettato calo fisiologico ha colpito i rossoblu, rimasti orfani di Maran e portati a una tranquilla salvezza da Zenga, che però ha già salutato la bella isola.

Udinese: “Non è il ruolo che fa per me, attendo solo che arrivi il nuovo tecnico per tornare a fare il collaboratore”. Queste parole le ha pronunciate Gotti, subentrato all’esonerato Tudor, dopo la prima vittoria da allenatore dei friulani. Le cose non sono andate proprio così, visto che il mister veneto ha concluso la stagione, togliendosi anche parecchie soddisfazioni.

VOTO 6

Fiorentina: la scelta di confermare Montella non ha giovato ai risultati, molto scarsi nei primi mesi stagionali. In corso d’opera è subentrato Iachini che, grazie al buon lavoro svolto, si è guadagnato il rinnovo nella piazza che l’ha consacrato da calciatore.

Sampdoria: l’inizio shock dei blucerchiati ha portato la dirigenza a cacciare Di Francesco, su cui c’erano altissime aspettative, e a chiamare Ranieri, l’uomo della provvidenza che ha ridato equilibrio a un gruppo smarrito, garantendogli un altro anno in Serie A.

VOTO 5.5

Genoa: per il secondo anno di fila, il Grifone si avvinghia alla salvezza nell’ultimo turno, nonostante l’enorme differenza di potenziale tra sé e la diretta concorrente del caso. Il girone di ritorno da 28 punti conquistati ha supplito a quello d’andata davvero misero, in cui si sono susseguiti ben 3 cambi in panchini.

Lecce: retrocessa ma con onore. Questo può essere il riassunto della stagione dei salentini, penalizzati nella prima parte da una rosa mediocre, rinforzata solo nella sessione invernale di mercato. Liverani ha sfiorato il miracolo, arrivando a giocarsi la permanenza in massima serie all’ultima giornata, non riuscendo però nel miracolo.

VOTO 5

Torino: senza ombra di dubbio la più grossa delusione. Dai preliminari di Europa League persi ad agosto a una salvezza acquisita dopo tanta sofferenza. Le ambizioni della società granata erano ben altre e ora bisognerà capire su chi ricadrà la scelta del nuovo tecnico.

Brescia: Corini dà subito l’impressione di poter compiere un’altra impresa, dopo la promozione dell’anno precedente, ma col passare delle settimane qualcosa va storto. Un rosa non all’altezza della categoria impedisce ai lombardi di giocarsela alla pari e il triplo cambio d’allenatore non ha sicuramente giovato all’ambiente.

VOTO 4

Spal: alla terza stagione consecutiva in massima serie, il club ferrarese non è riuscito a confermarsi, malgrado un incipit non così negativo. L’avvicendamento in panchina, da Semplici a Di Biagio, non ha portato i suoi frutti, anzi l’obiettivo è sfumato ancora più velocemente.