Volley, rischio implosione: appello delle Leghe di serie A al Governo

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I presidenti delle Leghe di Pallavolo di serie A maschile e femminile, Mauro Fabris e Diego Mosna, con una lettera congiunta inviata al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora hanno esposto tutta la loro preoccupazione per il momento venutosi a creare, causa emergenza legata al Covid-19.
Auspicano un incontro per concordare azione e condividere strategie per lenire i devastanti effetti economici causati dal coronavirus.

“Proprio perché sportivi e vincenti siamo abituati a trovare soluzioni, non a piangere. Ma il blocco delle attività sportive, giusto e doveroso, decretato dal Governo, nel momento finale dei nostri campionati, ha causato alle nostre società, come potrà immaginare Signor Ministro, enormi danni economici – si legge nella nota congiunta -. Creandoci grandi difficoltà, ad esempio, per quanto riguarda il totale rispetto degli impegni contrattuali assunti con gli sponsor, le tv, con atleti, atlete e membri degli staff tecnici, inquadrati come dilettanti, che possono purtroppo contare in misura marginale sulle tutele previste dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emessi per fronteggiare l’emergenza Covid 19”.

Questo uno stralcio della lettera inviata al Ministro Spadafora che si chiude con la seguente richiesta di incontro: “Per capire come il Governo intenda operare per aiutare le società sportive di vertice, quelle che più investono risorse, peraltro proprie, ad affrontare il presente e i prossimi campionati. Per esaminare insieme quali siano le modalità migliori, pensando alla salute dei nostri atleti e atlete, dei nostri sostenitori, per riaprire in sicurezza i nostri palazzetti, il prima possibile, perché non possono rimanere 6/7 mesi chiusi. Dopo rischieremo la desertificazione del movimento. Lo sport ci ha insegnato che quando troviamo un grande avversario, abbiamo due possibilità: lamentarci per la sfortuna, puntare il dito lontano da noi e arrenderci o accettare la sfida, studiarla e vincere. Noi – concludono – vorremmo sederci al suo tavolo per vincere insieme a Lei questa nuova sfida”.