Volley, dall’A1 femminile arriva il no alle porte chiuse

volley femminile
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Arriva dal campionato A1 femminile il primo no del volley all’eventualità di iniziare la prossima stagione a porte chiuse. Ad esternare con fermezza le proprie considerazioni è Piero Garbellotto, presidente della Imoco Conegliano, dichiarandosi indisponibile a partecipare ad un torneo senza l’apporto dei tifosi.

Un no secco anche al protocollo sanitario che è stato principalmente ideato per il calcio. ““La cosa che ci preoccupa di più – ha detto Garbellotto al Gazzettino – è come si ripartirà non è assolutamente sopportabile per una società di pallavolo un protocollo previsto per il calcio e deciso in un momento in cui la pandemia era al suo apice e non sicuramente come la stiamo vivendo adesso. Non è sopportabile disputare un campionato a porte chiuse. Per noi è fondamentale ricevere quanto prima indicazioni sul tipo di protocollo e sulla capienza da adottare per andare avanti. Arriverà un momento in cui dovremo capire cosa fare, perché non ce lo ha ordinato il medico di impegnarci nella pallavolo”.

Il presidente della società di Conegliano chiede poi pazienza ai tifosi e assicura: “Noi ricominceremo solo con i nostri tifosi. Senza di loro non andiamo da nessuna parte. L’Imoco Volley farà il campionato solamente se potrà avere la certezza di potere fare entrare i tifosi. Va bene anche scaglionati, va bene anche aumentando pian piano la capienza massima, ma serve la certezza di una data dalla quale fare entrare i tifosi al palazzetto, altrimenti noi il campionato non lo facciamo. Per giocare dobbiamo sapere le regole del gioco. Sennò non giochiamo”.