Nations League: le parole di Montella prima di Turchia-Italia

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Affrontare l’Italia non può lasciarlo indifferente, ma Vincenzo Montella è totalmente concentrato sulla sua Turchia e sulla vittoria da conquistare per mettersi alle spalle il ko di venerdì contro la Francia nella prima di Nations League e, soprattutto, per ripartire dopo un Mondiale che non ha regalato le soddisfazioni attese. “Avrei preferito evitare di affrontare l’Italia – ha dichiarato il ct – anche perché mi è già successo in un’amichevole. Questa volta ci sarà in palio un risultato importante e noi vogliamo vincere. Il mio cuore e la mia testa saranno rivolti esclusivamente alla Turchia: vivo in questo Paese da cinque anni e da tre lavoro per la Federazione, che mi sta facendo sentire uno di loro. Darò tutto per la Turchia”.

Poi ha continuato: “Come si vive da commissario tecnico qui? Quando vinco divento alto, bello e biondo; quando non vinco, invece, la pressione è davvero tanta, ve lo posso assicurare. Stiamo lavorando pensando al futuro, cercando di inserire gradualmente i giovani prospetti che abbiamo a disposizione, con l’obiettivo di raggiungere risultati importanti. Io in futuro sulla panchina azzurra? Nell’ultimo periodo non sono mai stato contattato, mentre in passato sì. Ora ho altri due anni di contratto qui. I turchi, la Federazione e il presidente meritano tutta la mia dedizione e la mia attenzione, e continuerà a essere così”.

Montella ha poi riservato parole di stima all’Italia, alle prese con un periodo estremamente difficile: “Nel calcio esistono dei cicli e condivido quanto detto da Mancini. Se escludiamo Francia, Inghilterra, Spagna, Germania e Portogallo, che possono contare su un parco giocatori di altissimo livello, l’Italia resta comunque una squadra competitiva. Forse non è così profonda, ma ci sono Donnarumma, Bastoni, Barella, che sarà assente, e ancora Pio Esposito, Kean, Scamacca, Tonali e Calafiori. Parliamo di una formazione di grande valore. A volte sono gli episodi a decidere se si va o meno al Mondiale, così come una gara può essere determinata da un singolo episodio”.