Oggi è una giornata particolarmente delicata per il calcio italiano. Non c’è serenità né tempo per programmare il futuro in FIGC dal momento che tra scandali, veleni e conflitti di interesse, la posizione di Malagò resta in bilico. Nelle prossime ore potrebbe prendere vita il commissariamento in attesa dell’incontro tra Malagò e Buonfiglio oltre alla Giunta Coni. In tutto questo contesto così intricato e certamente poco positivo, i segnali migliori ce li ha dati il campo.
L’Italia c’è e lo ha dimostrato in queste prime quattro gare di Nations League. Per la verità l’esordio contro il Belgio aveva fatto accendere un campanello d’allarme. Invece Roberto Mancini e il suo staff sono ripartiti da nuovi principi, da un gruppo estremamente allargato e dalla possibilità data a tantissimi nuovi calciatori all’esordio in maglia azzurra. Poi sono arrivati anche i risultati che, in ogni contesto sportivo, fanno la differenza. Due vittorie contro la Turchia e il pareggio prestigioso in Francia rappresentano un bottino di sette punti che vale il secondo posto proprio alle spalle dei transalpini.
L’Italia vede la fase finale di Nations League ma mancano ancora 180 minuti che si giocheranno durante la sosta di novembre. Sfide decisive contro Belgio e Francia ci diranno se gli azzurri hanno ritrovato subito mentalità, voglia di lottare e cinismo. Quello che ci portiamo dietro dalla notte del “Dall’Ara” è di una squadra estremamente sicura dei propri mezzi, che ha voglia di raggiungere l’obiettivo e il risultato. La qualità c’è, bisogna sfruttare tutte le armi a proprio favore. L’attacco ha ripreso a segnare con continuità e sicuramente può solo migliorare il percorso considerando anche i diversi giocatori out per infortunio al momento. Insomma se il sistema calcio italiano stenta ancora, la nazionale sta dando un po’ di speranza a tutto l’ambiente.