Giro d’Italia: vittoria storica per Hart. Passo indietro per Nibali, che beffa per Almeida

Hart festeggia la vittoria nel Giro
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Come spesso accade, il Giro d’Italia non ha assolutamente deluso le aspettative, regalando per l’ennesima volta una miriade di emozioni a tutti gli appassionati di ciclismo. L’edizione numero 103 della Corsa Rosa è stata vinta da Tao Geoghegan Hart, grazie a una prova sensazionale messa in pista nell’ultima crono della gara.

Con un distacco di 39” al secondo posto si piazza l’australiano Jay Hindley del team Sunweb, che può vantare ben due posizioni sul podio, grazie anche a Wilco Kelderman, che sale sul terzo gradino. Per Almeida, invece, il quarto piazzamento sa un po’ di beffa, visto il monopolio della maglia rosa dalla terza alla diciassettesima tappa. Maglia ciclamino a Demarè, maglia azzurra a Guerreiro e maglia bianca sempre ad Hart.

Di seguito le pagelle del Giro:

I MIGLIORI

HART: 9 – con un colpo da maestro nel finale, il giovane britannico conquista un trofeo che rimarrà nella storia, il suo primo nella categoria senior, dopo le vittorie negli juniores. E’ anche maglia bianca e il suo team Ineos si aggiudica anche il primato nella graduatoria a squadre.

TEAM SUNWEB (HINDLEY+KELDERMAN): 8 – l’impresa di mettere due corridori della propria squadra sul podio è da lodare in ogni suo aspetto, quindi il giudizio va al collettivo messo in campo da questo team.

GANNA: 7 – il classe ’96 di Verbania conferma quanto di buono ha dimostrato nelle recenti competizioni, precedenti al Giro. Maglia rosa nelle prime due tappe e vincitore della prima, quinta, quattordicesima e ventunesima. Che dire, chapeau!

DEMARE’: 7 – re indiscusso della classifica a punti e maglia ciclamino tatuata sulla pelle.

GUERREIRO: 7 – trionfa nella classifica scalatori senza troppi affanni. La maglia azzurra è sua.

I PEGGIORI

ALMEIDA: 6 – era il favorito e meriterebbe una valutazione più consona alla prestazioni sfoderate nelle frazioni centrali della corsa, ma i cali di concentrazione avuti nella parte finale lo condannano a perdere terreno, concedendone ai diretti concorrenti.

NIBALI: 5.5 – non era tra i favoriti, ma da lui ci si aspettava qualcosa in più. Lo Squalo siciliano è stato troppe volte sopraffatto dagli avversari, che avevano sicuramente più energie.

CAICEDO: 5.5 – si supera nella tappa dell’Etna e per questo lo si attendeva anche in quelle successive, dove ha sempre dovuto cedere il passo agli altri corridori.