Il Giro d’Italia 2026 si è concluso domenica scorsa a Roma, per il quarto anno di fila la capitale ha ospitato la tappa passerella finale. Una tradizione che sta prendendo piede anche nello Stivale visto che oltralpe sia in Spagna che in Francia Vuelta e Tour si chiudono ormai con le passerelle finali a Madrid e Parigi. La partenza invece è diventata un’occasione di vetrina e quest’anno la Bulgaria ha ospitato la “Grande Partenza” con tre tappe che hanno visti impegnati i ciclisti.
A livello di combattività ad onor del vero ce n’è stata poca. Jonas Vingegaard una volta presa la maglia Rosa l’ha mantenuta senza rischiare in nessuna giornata. L’atleta danese ha così completato la sua tripla corona infliggendo agli avversari più di cinque minuti di distacco nonostante un percorso con una sola cronometro anche se lunga oltre 40 km. I rivali però Vingegaard li ha fatti fuori in salita realizzando anche il nuovo record di scalata a Piancavallo (quasi 14km all’8% di media) togliendolo al mito Marco Pantani per soli sette secondi.
Capitolo azzurri è stato un giro che ha visto trionfare nella classifica del Gran Premio della Montagna Giulio Ciccone, oltre allo scalatore azzurro premiato per la sua costanza durante l’arco delle tre settimane il siciliano Damiano Caruso, per lui premio combattività. Quattro vittorie di tappa infine per gli italiani: Davide Ballerini nella sesta a Napoli, Filippo Ganna nella decima con la cronometro di Massa, Alberto Berriol nella tredicesima a Verbania e infine sul traguardo di Roma la volata vincente all’ultima tappa, la ventunesima, di Jonathan Milan.
🩷 𝐉𝐎𝐍𝐀𝐒 𝐕𝐈𝐍𝐆𝐄𝐆𝐀𝐀𝐑𝐃, 𝐖𝐈𝐍𝐍𝐄𝐑 𝐎𝐅 𝐓𝐇𝐄 𝐆𝐈𝐑𝐎 𝐃'𝐈𝐓𝐀𝐋𝐈𝐀
— Giro d'Italia (@giroditalia) May 31, 2026
🎨 @PainterBeard #GirodItalia pic.twitter.com/aEyHjMmhgV