Formula 1, Hamilton:” Bullizzato e picchiato. La mia esperienza con il razzismo”

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Parole dure e forti, come le immagini che stanno facendo il giro del mondo. La morte di George Floyd negli USA ha innescato un’escalation di violenza che pone il tema del razzismo, ancora una volta, al centro dell’attenzione. In questi giorni non sono mancati i messaggi da parte dei più importanti sportivi mondiali. Tra questi Lewis Hamilton ha voluto dare il proprio contributo raccontando la sua esperienza diretta con il razzismo.

Ho letto ogni giorno il più possibile per cercare di saper il più possibile di quello che è successo nella nostra lotta contro il razzismo, e questo ha riportato alla memoria tante esperienze dolorose della mia gioventù. Memorie vive delle sfide che ho affrontato quando ero bambino, come credo che molti di voi che abbiano sperimentato il razzismo o qualsiasi tipo di discriminazione abbiamo vissuto. Ho parlato così poco delle mie esperienze perché mi è stato insegnato a tenermi le cose dentro, non mostrare debolezze, uccidere gli altri con l’amore e poi batterli in pista. Ma lontano dai circuiti sono stato bullizzato, picchiato, e il solo modo per rispondere a questo è stato imparare a difendermi, così ho imparato il karate. Ma gli effetti psicologici negativi non possono essere misurati”.

Un ricordo amaro ma dal quale Hamilton ha trovato la forza per raggiungere la vetta al giorno d’oggi. Il suo auspicio per il futuro è ben chiaro:” Vogliamo solo vivere, avere le stesse possibilità a livello di istruzione, e non aver paura di passeggiare per strada, andare a scuola o in un negozio. Ce lo meritiamo come chiunque altro. L’uguaglianza è fondamentale per il nostro futuro. Non possiamo smettere di portare avanti questa battaglia e io per primo non mollerò mai”.