Coppa Italia: Milan-Inter, il day after

Inter

San Siro ha fatto da cornice all’ennesimo capitolo della rivalità eterna tra Milan e Inter, andato in scena ieri sera per la semifinale d’andata di Coppa Italia. Davanti a 67.595 spettatori – un dato piuttosto contenuto rispetto alla media recente dei derby – le due squadre si sono annullate, chiudendo sull’1-1 una partita intensa, combattuta e ricca di significati in vista del ritorno, fissato per il 23 aprile.

Nel primo tempo ha regnato l’equilibrio. Le due formazioni, ben disposte in campo, hanno mostrato grande attenzione tattica, con i rispettivi reparti difensivi a dettare il ritmo. Le occasioni da gol sono state poche, con un pressing costante ma sterile da parte dell’Inter e un Milan pronto a ripartire, senza però riuscire a pungere davvero. La tensione tipica del derby si è fatta sentire, e le squadre sono andate al riposo sullo 0-0.

La ripresa ha cambiato volto al match. Dopo appena due minuti, il Milan ha colpito: è stato Tammy Abraham, tra i più attesi, a trovare il gol del vantaggio. L’inglese ha approfittato di una disattenzione di Darmian e Acerbi, si è infilato in area e ha battuto Sommer con un diagonale preciso, facendo esplodere la curva rossonera. L’Inter, però, non si è disunita e ha aumentato il ritmo, prendendo in mano il possesso e alzando il baricentro. Il gol del pareggio è arrivato al 67’: protagonista Hakan Çalhanoğlu, ex della partita, che con un destro potente dal limite ha battuto Maignan, zittendo parte dello stadio.

Nel finale, le squadre hanno provato a portare a casa la vittoria, ma è mancata lucidità negli ultimi metri. Lautaro ha avuto un’occasione importante, così come Leão sull’altro fronte, ma entrambe le difese sono riuscite a contenere. Il pareggio finale è il risultato più giusto, fotografando bene una partita in cui nessuna delle due ha realmente prevalso.

Il Milan mantiene il trend positivo nei confronti stagionali: quattro derby consecutivi senza sconfitte. Per l’Inter, questo potrebbe diventare un fattore psicologico in vista del ritorno. La qualificazione resta apertissima: tutto si deciderà tra tre settimane, in un San Siro che si annuncia di nuovo infuocato. Chi vincerà accederà alla finale, dove affronterà la vincente dell’altra semifinale tra Juventus e Fiorentina.