Coppa Italia, Juventus-Inter 2-4: il day after

Inter

Sei goal segnati, due tempi supplementari ed una cornice di pubblico da competizione mondiale. Dopo tanto tempo la finale di Coppa Italia è stata un bello spot per il calcio italiano in tutto il mondo. Al netto di polemiche e veleni, vedere battagliare Inter e Juventus rappresenta una delle grandi classiche del nostro movimento calcistico. Un derby d’Italia che non ha tradito le aspettative e che ha premiato i nerazzurri che adesso sognano anche lo scudetto. Ancora sconfitta, invece, la Juventus che dopo dieci anni chiuderà la stagione senza titoli. Il giorno dopo la notte di Roma analizzare le due sponde è oltremodo puntuale e fondamentale per capire quale sarà il futuro prossimo delle due squadre.

Partendo dai vincitori, la Coppa Italia si aggiunge all Supercoppa Italiana. Una stagione da incorniciare per la tifoseria perché su quattro scontri contro la Juventus sono arrivate ben tre vittorie di cui due in finali nazionali. Non ci potrebbe essere momento migliore per la squadra di Simone Inzaghi perché anche questa gara segna un punto di rilancio. In ottica scudetto la vittoria all’Allianz Stadium cambiò la stagione di Perisic e compagni rilanciandoli dopo la crisi di risultati. Il 2-4 di ieri sera, invece, mette i nerazzurri nella condizione di affrontare le ultime due giornate al massimo mettendo tanta pressione al Milan. La nota stonata della serata, però, è stata proprio l’intervista ad Ivan Perisic. MVP della finale e uomo simbolo senza dubbio della stagione, il croato senza mezzi termini ha lanciato un messaggio chiaro e tondo alla società accusandola di non aver fatto alcun passo in avanti in ottica rinnovo. Perdere un giocatore del genere sarebbe delittuoso al netto di qualsiasi ragionamento economico.

Da un addio ad un altro, perché ieri è stata l’ultima finale in maglia Juventus per Dybala e Chiellini. Il numero 10 ha illuminato il gioco della sua squadra ad intermittenza: ha sfiorato il goal un paio di volte ma ha anche lanciato con un perfetto assist Dusan Vlahovic in occasione del goal. La sua faccia sconsolata dice tutto sul momento bianconero ma anche su un addio che che non voleva raggiungere. La separazione ci sarà il prossimo giugno ma, come specificato da Nedved, le richieste economiche dell’argentino erano troppo alte. Tra i migliori dei suoi in campo, capitan Giorgio Chiellini ha dimostrato di essere l’ultimo grande difensore centrale italiano della scorsa generazione. All’età di 37 anni ha retto e guidato la squadra e non è un caso che la sconfitta sia maturata dopo la sua uscita dal campo. Per lui si profila il ritiro dal calcio oppure una nuova esperienza lontano dall’Italia. Un posto all’interno della dirigenza sarebbe già stato immaginato e cucito nel suo futuro. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Allegri non vincerà alcun titolo e dovrà lavorare tanto in estate. Una rivoluzione in casa juventina sembra dietro l’angolo.