Coppa Italia, day after Juventus – Milan: tra poca concretezza e lampi di classe

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Al triplice fischio in tanti saranno rimasti delusi ed annoiati. Chi si aspettava uno Juventus – Milan scoppiettante, però, non aveva fatto i conti con gli oltre tre mesi di pausa forzata. Il calcio non è una scienza esatta ed il risultato, molto spesso, è diametralmente opposto alle aspettative. Così è stato anche per la ripresa del calcio italiano. Il risultato finale, 0-0, rispecchia perfettamente quanto visto in campo e non getta alcuna ombra sulla qualificazione della Juventus.

Nel complesso, infatti, i bianconeri hanno meritato la finale non tanto per meriti propri quanto per la pochezza dei rossoneri in molti frangenti. Gli episodi chiave, tra l’altro, sono concentrati tutti nella prima fase di gara. La Juventus parte bene e con un ritmo migliore rispetto ai rossoneri. Ciò che salta subito all’occhio è la differenza fisica tra le due squadre. Il calcio di rigore è netto, poi sbagliato da un Ronaldo mai in partita, mentre il cartellino rosso a Rebic è sacrosanto. Da lì cambia totalmente la gara.

Nella seconda frazione e nonostante un uomo in meno, il Milan ci prova con un pressing alto e ben organizzato. La qualità nel palleggio della Juventus, però, fa rischiare veramente poco anche se Sarri lamenta la scarsa finalizzazione. Sarà, quindi, nuovamente finale per una Juventus che deve ritrovare alcuni uomini chiave come Pjanic ed il miglior Ronaldo se vuole ambire ai tre trofei. Per quanto riguarda il Milan, sarà difficile trovare un equilibrio specialmente per le continue distrazioni extra campo e societarie.