Ciclismo, morte di Rumsas Jr: 30 anni di stop ai direttori sportivi del Team Altopack

rumasa

Una vicenda fin da subito sospetta che aveva gettato ulteriori dubbi sul mondo del ciclismo. Ombre che si sono rivelate vere a distanza di anni e con processi in corso. Stiamo parlando della morte di Rumsas junior. Figlio di Raimondas che salì sul podio al Tour e fu coinvolto in una vicenda di doping, il giovane 21enne morì nel maggio del 2017.

Fin da subito si mosse la procura di Lucca perchè una morte così improvvisa aveva destato dei sospetti. In particolare ci si concentrò sulle sostanze dopanti. Nel febbraio 2018 scattarono le manette per i direttori sportivi del Team Altopack.

L’accusa era di aver creato una fitta rete di doping di squadra. Un processo che in questi giorni ha portato alle condanne definitive:  il proprietario del team, Luca Franceschi, e il direttore sportivo, Elso Frediani, sono stati inibiti per 30 anni, per violazione degli articoli 2.5 (manomissione o tentata manomissione dei controlli antidoping), 2.7 (traffico illegale di sostanze proibite), 2.8 (somministrazione ad un atleta di sostanza vietata) e 2.9 (complicità). Ma non è tutto, infatti sono stati condannati anche i genitori di Frediani che mettevano a disposizione la loro casa per i trattamenti dopanti. Sette anni sono stati inflitti ad Andrea Bianchi, farmacista che forniva i prodotti vietati.