Champions League, Pirlo presenta Dinamo Kiev-Juventus: “Ci siamo preparati bene”

Pirlo conferenza stampa
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Vigilia di Champions League per la Juventus che domani sarà di scena sul campo della Dinamo Kiev per il primo turno del girone eliminatorio. A presentare la sfida è il tecnico bianconero Andrea Pirlo che predica prudenza ma rassicura l’ambiente sulle potenzialità dei suoi dopo il deludente pareggio di Crotone.

Anche in Europa mancherà Cristiano Ronaldo. “Cristiano – ha detto Pirlo – purtroppo ha ancora il coronavirus e sarà assente come lo è stato sabato. Ma abbiamo altri giocatori che possono giocare in quella posizione, come Morata a Crotone. Non credo che cambieremo altri uomini. Sono tranquillo e sereno. Purtroppo non posso più giocare e per questo lascio un po’ più di tensione ai giocatori. Vero, sarà la mia prima partita da allenatore in Champions. E in questi tornei, nella fase a gironi, la prima è fondamentale. Sarà importante vincerla per proseguire con alcune certezze e tre punti in più. Ma l’obiettivo è lo stesso di quando ero calciatore: cercare di iniziare bene e vincere questa partita. Con la squadra siamo tranquilli, sappiamo quello che dobbiamo fare per riuscirci”.

Poi è arrivato il turno del “caso” Dybala. “Ho parlato con Paulo ieri – ha detto Pirlo a Sky Sport – con lui come con tutti. Ed era arrabbiato perché sabato non è entrato in campo. Ma è reduce da tre mesi di inattività, più tre giorni passati in camera in Argentina per un virus intestinale. Venerdì si è allenato un po’, a Crotone volevo dargli spazio nella ripresa per fargli mettere benzina. Poi però siamo rimasti in 10 e non è stato possibile inserirlo. Ora è a disposizione: prima o poi sarà dei nostri. Non ha ancora giocato un minuto, vedremo. Ma per noi è un giocatore fondamentale, è un campione e non lo scopro di certo io. Non sta giocando perché non è mai stato bene e non si è allenato con continuità. Deve ancora ritrovare la miglior condizione. Poi potrà giocare ovunque, la posizione giusta i giocatori bravi se la trovano da soli. Ma è un attaccante vero e per questo deve stare il più vicino possibile alla porta. Davanti o tra le linee”.