Champions League: il day after di PSG-Arsenal

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Poteva essere la prima volta nella storia per l’Arsenal e, invece, il PSG si è opposto, conquistando la sua seconda Champions League consecutiva. I Gunners hanno atteso oltre vent’anni per arrivare a toccare con mano la possibilità di sollevare il trofeo più prestigioso del mondo, ma la squadra di Luis Enrique ha dimostrato ancora una volta – e in modo diverso rispetto allo scorso anno contro l’Inter – di essere la squadra più forte di tutte. Già, perché il tecnico spagnolo ha saputo normalizzare un collettivo di campioni, che tali lo sono diventati, non sono arrivati già con questa nomea in maglia parigina. Per lui si tratta della terza Champions. Alle due sulla panchina francese si aggiunge quella ottenuta alla guida del Barcellona. E non poteva mancare lo sguardo rivolto verso il cielo, per dedicare l’ennesimo trionfo alla figlia Xana.

Eppure Haverts aveva illuso i Gunners dopo cinque minuti con quella galoppata conclusa con un mancino sotto la traversa da pochi metri. Poi, però, la qualità del Paris si è fatta sentire: Dembelé ha pareggiato dagli undici metri, poi Vitinha ha sfiorato il golazo da fuori, prima che i penalty decretassero il verdetto. PSG campione, Arsenal sconfitta, ma a testa alta. Un back2back che negli ultimi trent’anni di calcio europeo era riuscito solamente al Real Madrid.

“Ce lo siamo meritato – ha dichiarato Luis Enrique dopo il successo – è stata davvero dura e difficile, faccio le mie congratulazioni all’Arsenal, hanno giocato da grande squadra. Abbiamo cercato di controllare la palla e alzare il pressing. E abbiamo vinto il titolo. Io leggenda? Non mi interessa”.