Mondiale, Spagna-Argentina: le parole di De La Fuente e Scaloni

Seleccion Espanola Masculina de Futbol

Una conferenza stampa che si è trasformata in un evento mediatico in pieno stile statunitense. Non è andato tutto per il meglio nelle dichiarazioni alla vigilia della finale Mondiale tra Spagna e Argentina. Di fatto non l’ha presa bene De La Fuente che ha abbandonato la conferenza dopo i fischi e i rumori provenienti dalla platea durante le sue risposte. Una mancanza di rispetto, a suo dire, che è stata mal digerita con il consueto strascico di polemiche. Lo stesso Scaloni, però, è stato molto critico su questa tipologia di evento.

A prescindere da ciò, i due commissari tecnici hanno presentato la gara di domani. Di seguito le dichiarazioni principali.

De La Fuente:” Uno spettacolo grandioso, due squadre fantastiche, con molte similitudini, ed entrambe cercheranno di indirizzare la partita nella direzione che preferiscono. Essere in finale è un lusso. Per me, l’importante è essere in grado di vincere. Mi iscriverei ogni anno per arrivare in finale e perdere. L’importante è avere l’opportunità di lottare per vincere, e noi sfrutteremo questo momento, con i nostri punti di forza e le nostre qualità, contro un avversario che ha fatto un percorso spettacolare. Messi è un esempio per i giovani atleti, per il suo atteggiamento e il suo comportamento, in questo Mondiale spettacolare che sta disputando alla sua età. In questo delicato equilibrio, bisogna cercare di vincere sui piccoli dettagli”.

Scaloni:” Cosa mi preoccupa di più della Spagna? Già solo vedere il loro pullman uscire dall’hotel mi mette in ansia. È una grande squadra, una grande nazionale. Stanno facendo un lavoro eccellente con Luis, e questo mi rende molto felice. Non abbiamo avuto molto tempo per allenarci perché ieri siamo arrivati alle 11 di sera, oggi abbiamo dovuto accorciare l’allenamento per venire alla conferenza, quindi domani sarà un allenamento importante per fare delle scelte. Ci emozioniamo e piangiamo perché vediamo emozionata la nostra gente, giochiamo per loro. L’Argentina gioca per la gente, che si mette la maglia della Selección e fa sì che si abbraccino un tifoso del Boca e uno del River, uno del Newell’s e uno del Rosario Central. Questo ci emoziona. Io e De La Fuente abbiamo principi simili, è vero, tutto passa dal tenere la palla. Poi io e De La Fuente siamo amici, quindi ci piace parlare anche di altro e non solo di calcio“.