Il giorno dopo l’eliminazione dell’Italia, che per la terza volta consecutiva non giocherà i Mondiali di calcio, è tempo di aprire riflessioni, prendersi responsabilità e se ci sarà bisogno mandare via qualcuno. Per una nazione in cui il calcio è il primo sport nazionale e certamente il più seguito restare fuori dalla competizione più importante del mondo per la terza volta consecutiva mancando la qualificazione diretta e venendo eliminati agli spareggi da Svezia, Macedonia del Nord e ora Bosnia Erzegovina fa certamente male.
Gattuso e la squadra al momento non sono sul banco degli imputati. Al tecnico va riconosciuto di essere arrivato in corsa e averci portato agli spareggi che al momento del suo approdo non era affatto scontato. Poi lui per primo ha difeso la squadra per l’impegno e il cuore mostrato nei 120 minuti per tanto tempo giocati anche in dieci contro undici.
Ecco qui forse qualche giocatore una colpa ce l’ha perché Bastoni, già molto al centro dell’attenzione dopo l’espulsione provocata contro la Juventus in campionato, diventa protagonista per un’espulsione subita con l’Italia. Magari poteva risparmiarsi il fallo e vedere come sarebbe andata l’azione e certamente l’Italia avrebbe proseguito a giocare in parità numerica, ma con i se e con i ma non si va avanti.
Gravina: “Dimissioni? Aspettiamo sedi competenti”
Il presidente della Figc Gabriele Gravina, manca ancora una volta la qualificazione e mettendoci la faccia in conferenza stampa blinda Gattuso, ma sarà il tecnico ad avere comunque l’ultima parola in merito, e blinda anche se stesso rimandando l’eventuale decisione sulle sue dimissioni, che sarebbero accolte da tutta l’Italia calcistica con favore, alle sedi competenti. Queste le sue parole: “Mi prendo le mie responsabilità, ma c’è una sede deputata a fare le valutazioni, il Consiglio federale che ho già chiesto di convocare per la prossima settimana. Lì verranno fatte approfondite valutazioni che riguarderanno anche l’intero sistema calcistico italiano, perché è evidente che stiamo vivendo una grande crisi. Purtroppo si pensa che la Federazione possa decidere, scegliere come costituire una squadra, ma qui c’è una riflessione molto ampia da fare e a questa ci dedicheremo la prossima settimana”. Il presidente poi si presta anche ad un passaggio alquanto infelice paragonando il calcio, sport professionistico, ad altri sport, “dilettantistici”, in cui le Nazionali eccellono. Quel che è ovvio è che non basterà mandar via Gravina se non cambierà il modo di fare calcio in Italia sin dai settori giovanili.
Buffon: “Fino a giugno siamo a disposizione”
A rilasciare dichiarazioni pubbliche anche il capo delegazione dell’Italia Gianluigi Buffo, campione del mondo nel 2006. Queste le sue parole: “È un momento delicato e bisogna prendersi il proprio tempo, necessario, per fare le valutazioni corrette. La stagione sportiva finirà a giugno e fino a lì è corretto e doveroso dare la disponibilità alla Federazione, al presidente, a chi ha avuto fiducia in me. Se vi siete accorti che qualcosa sta migliorando ci fa piacere, ma l’obiettivo più grande era quello di andare al Mondiale. In questo momento è quello che fa male e rischia di far ragionare in maniera contorta e poco lucida. Mi fermo qua, fino a giugno ci siamo, poi per le altre valutazioni vediamo come si dipana la matassa”.
For the first time since 2014…
— FIFA World Cup (@FIFAWorldCup) March 31, 2026
🇧🇦 Bosnia-Herzegovina have qualified for the #FIFAWorldCup! pic.twitter.com/3ZPVWzxZJJ